Mattia Uliana sulla seconda settimana di lavoro. “Il libero deve saper comunicare e dare fiducia”

Si è ufficialmente conclusa anche la seconda settimana di allenamenti per Pallavolo Padova, con l’esordio in campionato, fissato per il 18 ottobre, che si avvicina sempre di più. Il lavoro fisico è stato di nuovo intenso, mentre sul piano tecnico l’attenzione si è spostata con decisione sulla ricezione e sulla fase difensiva, un lavoro utile anche per amalgamare i tanti volti nuovi del gruppo. Vista la rosa ancora in fase di formazione, gli allenamenti si sono svolti soprattutto a gruppi, con anche qualche esercizio dedicato al salto, mentre nel pomeriggio non sono mancate situazioni di gioco spezzettate come ricezione, alzata e attacco, un po’ più frequenti rispetto alla settimana precedente.

In palestra si sono ritrovati gli stessi otto giocatori della settimana scorsa, Leo Lukas, Amir Golzadeh, Francesco Bergamasco, Mattia Uliana, Andrea Ruzza, Joscha Kunstmann, Alessandro Bristot e Simone Rinaldi, ai quali si sono aggiunti Mattia Orioli, arrivato venerdì e partito subito in quarta con una sessione di piscina e un allenamento nel pomeriggio, e Brendan Mills, arrivato in Italia già giovedì ma al lavoro con il gruppo a partire dal pomeriggio di venerdì. A dare una mano sono tornati anche i due giovani del settore giovanile già conosciuti la scorsa settimana, il palleggiatore Amerigo Tanga e il centrale Pietro Barion.

Il gruppo continuerà comunque ad allargarsi la prossima settimana con l’arrivo di Francesco D’Amico e Marco Pellacani, reduci dalla spedizione azzurra ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, chiusa con la medaglia di bronzo. Gli ultimi ad aggregarsi saranno invece Andrea Truocchio, attualmente impegnato con la Nazionale Seniores, convocato tra i centrali da Ferdinando De Giorgi per garantire il lavoro sei contro sei in vista degli Europei, e Arshia Behnezhad, anche lui occupato al momento con la propria nazionale.

Della seconda settimana di lavoro ci ha parlato Mattia Uliana, nuova aggiunta al reparto liberi della prima squadra.

Sul piano fisico, Mattia descrive così questi primi giorni. “A livello di palla e di pesi ho sentito un po’ il carico all’inizio, soprattutto sulle gambe, qualche affaticamento ai femorali, ma è passato subito. Sapevo che sarebbe stata molto dura dal punto di vista fisico, quindi me lo aspettavo. In questo momento mi sto concentrando soprattutto sulla ricezione, perché sì, la difesa è la parte che mi dà più soddisfazione, un po’ come l’attacco delle bande o degli opposti, ma è nella ricezione che bisogna starci con la testa. Ed è quella la cosa più importante, perché quando sei in difficoltà è la testa che deve stare salda, il resto viene di conseguenza”.

Anche sul gruppo Uliana si sofferma volentieri. “Il tempo che abbiamo passato insieme è ancora relativamente poco, una settimana e mezzo circa, ma essendo un gruppo giovane secondo me è più facile creare dei legami, e infatti mi trovo già d’accordo con tutti, scherziamo tranquillamente. Non mi sento in difficoltà ad avvicinarmi a un compagno, parlargli o chiedergli un consiglio, chiaramente un po’ di più con gli italiani, anche perché con alcuni ci conoscevamo già, ma mi trovo molto bene anche con gli stranieri, che sono tutti molto espansivi e socievoli. All’inizio un po’ l’ostacolo della lingua per capirsi c’è, ma si riesce a farsi capire abbastanza bene”.

Guardando alle prossime settimane, Mattia parla anche dell’arrivo di Francesco D’Amico, atteso in gruppo a breve. “Non ci ho ancora mai parlato direttamente, ma l’anno scorso durante un’amichevole l’ho visto giocare e mi ricordo che era davvero forte. Sono contento che arrivi, perché lui per me sarà un grande punto di riferimento sia a livello umano che soprattutto tecnico, essendo anche il più esperto del gruppo. Caratterialmente non lo conosco ancora, ma da quello che ho visto è capace di tenere sempre viva la squadra in cui gioca, e questa è una cosa che mi piace, perché alla fine il libero è un po’ come il palleggiatore, solo che coordina i compagni in difesa e ricezione invece che in attacco. È uno che deve saper comunicare e dare fiducia in campo, un ruolo che sembra secondario ma in realtà è difficile. La palla spesso non ti arriva per un po’, ma quando lo fa devi farti trovare pronto ed esserci al cento per cento, altrimenti sei fregato”.

Mancano ormai sei settimane al debutto in campionato, in programma il 18 ottobre.

Irene Beccaro
Ufficio Stampa Pallavolo Padova

 

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