Un’estate di alto livello per lo staff tecnico di Pallavolo Padova

Anche quest’estate lo staff tecnico della Pallavolo Padova è stato impegnato su più fronti lontano dalla Kioene Arena, confermando un percorso che va avanti ormai da diverse stagioni. Alberto Salmaso e Alessio Carraro, rispettivamente secondo allenatore e preparatore atletico bianconero, hanno affiancato lo staff della Nazionale maschile durante i collegiali di preparazione alla VNL. Jacopo Cuttini, primo allenatore di Pallavolo Padova, ha invece vestito i panni di docente per il corso di formazione più prestigioso della Federazione Italiana Pallavolo.

Salmaso e Carraro, al lavoro con gli azzurri a Cavalese

Nei collegiali di Cavalese che hanno accompagnato le tre settimane di Volleyball Nations League, Salmaso (Scoutman) e Carraro (Preparatore Atletico) hanno seguito il gruppo di giocatori non convocati per le singole tappe.

“L’obiettivo principale, per chi come noi restava a Cavalese, era far reintegrare gradualmente nel regime di allenamento i giocatori che tornavano da un periodo di pausa, sia dal punto di vista tecnico che fisico, e allo stesso tempo mantenere in condizione chi rientrava dalle tappe di VNL. In sintesi, il nostro compito era tenere sempre attivi quelli che in quel momento non stavano giocando la tappa”, racconta Salmaso, che tiene a sottolineare anche quanto sia stata positiva l’intesa trovata all’interno dello staff. “Non tutti ci conoscevamo prima di questa estate, e la compattezza che si è creata fin da subito è stata una cosa molto bella e utile, perché ci ha aiutato a lavorare meglio”.

Un’esperienza che, per il vice allenatore bianconero, lascia un impatto importante anche a livello personale. “Stare in un ambiente d’élite è qualcosa che ti forma, perché ti obbliga a restare sempre concentrato e a tirare fuori la versione migliore di te stesso. È un contesto molto stimolante, sia per i giocatori che per lo staff che lo vivono, ed è qualcosa che porterò con me, cercando di trasferirlo in qualche modo anche nel lavoro quotidiano a Padova”.

Sulla stessa linea Carraro, che ha seguito il recupero e la preparazione fisica degli atleti. “Il mio obiettivo era far tornare in forma chi arrivava dopo un periodo di stop e allo stesso tempo preparare chi non si era mai fermato, perché non tutti i giocatori di interesse nazionale iniziano il collegiale nello stesso momento. In sostanza dovevo portare ogni atleta nelle migliori condizioni possibili per essere utile alla Nazionale e a disposizione del CT, che si trattasse di rientrare in forma, mantenerla o svilupparla ulteriormente”.

“Una cosa che mi è rimasta impressa è come, con l’arrivo dei giocatori più esperti e di maggior valore, l’allenamento cambiasse chiaramente, non solo per la qualità tecnica, ma anche per aspetti che vanno oltre il campo, come personalità e leadership. Visto che questi giocatori non sono arrivati tutti insieme ma in momenti diversi, ho potuto notare il salto di qualità ogni volta che si aggiungeva qualcuno di loro”, racconta Carraro.

Sul bagaglio che si porta a casa, Alessio racconta un arricchimento su più livelli. “Dal punto di vista umano ho conosciuto persone nuove, quindi c’è stato sicuramente un arricchimento anche a livello di amicizie. Dal punto di vista professionale, invece, quello che ho trovato è tanta competenza. Tutti i professionisti che lavorano con la Nazionale seniores sono molto preparati nel loro campo, ed è una cosa rassicurante oltre che stimolante, perché si può sempre imparare qualcosa dal proprio collega”.

Cuttini docente al Corso Nazionale Allenatori di Terzo Grado

Un’estate ricca di soddisfazioni anche per Jacopo Cuttini, da moltissimi anni impegnato nella docenza per allenatori di pallavolo di tutti i livelli. “Quest’estate, da questo punto di vista, le soddisfazioni sono state davvero enormi. Sono stato particolarmente contento del lavoro svolto nei corsi per i comitati territoriali della Regione Emilia Romagna e della Regione Toscana, dove ho trovato platee di allenatori molto numerose e ambienti molto stimolanti”.

L’apice però è arrivato con l’incarico da parte della Federazione Italiana Pallavolo come docente al Corso Nazionale Allenatori di Terzo Grado, tenutosi a Roma dal 12 al 21 giugno presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, il corso di formazione FIPAV di più alto livello, che ha coinvolto 54 tecnici da tutta Italia in cerca dell’abilitazione per allenare in Serie A. “È stata una soddisfazione grandissima, che mi ha riempito di orgoglio, ma che ha portato con sé anche una responsabilità enorme”, spiega Cuttini.

Il tecnico bianconero ha curato i contenuti relativi al settore maschile di alto livello, sia dal punto di vista teorico che pratico. “Il mio obiettivo principale era far entrare ‘metafisicamente’ i colleghi nella mia palestra, per condividere con loro la mia metodologia di allenamento, il mio modo di interpretare i modelli tecnici e gli aspetti per me prioritari in ambito tattico. C’era però anche un secondo obiettivo, forse ancora più importante, ovvero trasmettere che ad alto livello non esiste la ‘verità assoluta’. Per questo ho scelto di condividere non solo le mie scelte, ma soprattutto i ‘perché’ di quelle scelte, sottolineando che altri allenatori possono benissimo agire in modo diverso. Lo scopo ultimo di un corso di questo livello è in fondo ‘costringere’ il proprio cervello a ragionare in modo diverso, esattamente ciò che successe a me quando feci il mio corso di abilitazione, nel lontano 2000. Volevo regalare loro quella stessa scossa”.

Cuttini tiene anche a raccontare il lavoro che sta dietro ogni lezione. “Per ogni corso che tengo, cerco di prepararmi al massimo, e la mia preparazione non è mai un lavoro solitario. Ho la fortuna di poter parlare e discutere molto con diversi colleghi allenatori di alto livello, che spesso sono anche grandissimi amici. Confrontarmi con loro per validare o rimodulare le mie idee è per me un passaggio fondamentale, ed è un’attività preziosa anche per la mia crescita personale, perché mi obbliga a fare il punto della situazione e a dare solidità al mio modo di allenare”.

Tra i corsisti, ciò che lo ha colpito di più, e in parte sorpreso, è stata la loro apertura mentale. “Mi è rimasta impressa la voglia di molti di loro di mettere in discussione il proprio modo di pensare e di agire. In un ambiente, e in una società moderna, dove spesso tutti credono di sapere tutto e di essere sempre nel giusto, vedere così tanti colleghi desiderosi di ascoltare contenuti che scardinassero le loro certezze mi ha dato una carica enorme. Questa apertura mi ha spinto ad affrontare ogni lezione, teorica e pratica, con ancora più impegno e passione”.

“Quello che porto in aula non è mai teoria astratta o esercitazioni su cui ho ancora dei dubbi, ma solo concetti che considero già pienamente validi, maturati sul campo e applicati quotidianamente nel mio lavoro. Per questo, quando parlo ai corsisti, non sento la necessità di chiedermi se ciò che dico valga anche per me, lo so già, perché è la mia ‘verità’ di allenatore in questo momento della mia carriera”, conclude Cuttini.

Irene Beccaro
Ufficio Stampa Pallavolo Padova

 

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